I vostri videogiochi fatti di puro divertimento
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mmm, questa è difficile, perché intanto bisognerebbe capire cosa si intende divertimento e se è possibile averne una definizione univoca e universale

Poi perché se è qualcosa di elementare e primigenio, devo tagliare un sacco di giochi che hanno molti altri strati sovrapposti oltre a quello. Tipo, dovrei eliminare generi che adoro come i Metroidvania con tutta la parte di scoperta e esplorazione, o le avventure grafiche che si basano prevalentemente su enigmi e storia...
mmm
Direi anch'io Tetris, a cui aggiungerei Puzzle Bobble, che quel cabinato era una costante del quarto d'ora di ricreazione al liceo

Poi un Super Mario ci sta tutto; tra tutti direi SM World per SNES, che era quello con le meccaniche che mi divertivano di più.
E anche un classico FPS come Wolfenstein 3D, che ho sempre preferito a Doom perché bellissimo Doom, ma sparare ai nazisti ha molto più fascino che spare ai demoni

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mmm, questa è difficile, perché intanto bisognerebbe capire cosa si intende divertimento e se è possibile averne una definizione univoca e universale

Poi perché se è qualcosa di elementare e primigenio, devo tagliare un sacco di giochi che hanno molti altri strati sovrapposti oltre a quello. Tipo, dovrei eliminare generi che adoro come i Metroidvania con tutta la parte di scoperta e esplorazione, o le avventure grafiche che si basano prevalentemente su enigmi e storia...
mmm
Direi anch'io Tetris, a cui aggiungerei Puzzle Bobble, che quel cabinato era una costante del quarto d'ora di ricreazione al liceo

Poi un Super Mario ci sta tutto; tra tutti direi SM World per SNES, che era quello con le meccaniche che mi divertivano di più.
E anche un classico FPS come Wolfenstein 3D, che ho sempre preferito a Doom perché bellissimo Doom, ma sparare ai nazisti ha molto più fascino che spare ai demoni

@Robercrantz ha detto in I vostri videogiochi fatti di puro divertimento:
mmm, questa è difficile, perché intanto bisognerebbe capire cosa si intende divertimento e se è possibile averne una definizione univoca e universale

Verissimo, infatti sto semplificando molto: ci sarebbe da parlarne a lungo, ma la mia idea era giusto citare i giochi che ci fanno star bene come lo zucchero filato alla festa del patrono e le bolle di sapone.
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Uhhhm vediamo...
Tetris - (da un po' questa versione in particolare, hack dell'originale per Game Boy) e direi che non servono troppe parole

TESV: Skyrim - forse dovrei dire principalmente Morrowind, ma quando gioco a TESIII faccio sempre un discorso più ragionato e meno improntato sul divertimento puro (ma va detto che Skyrim non lo tocco da parecchio - grazie al cielo, si è preso troppe fette della mia vita)
Euro Truck Simulator 2 - capolavoro epocale, spesso sparandomi radio giuste per la nazione dove sto consegnando
Vampire Survivors - ne sono un po' uscito, ma negli ultimi anni è stato il mio gioco mordi e fuggi per eccellenza, vera e propria droga sbarluccicosa e matta
Gran Turismo 2 - ci sono un sacco affezionato!
Mario Kart 8 - meraviglioso e gira alla grande pure su Steam Deck, l'ultimo per Switch 2 dev'essere bellissimo ma non sono troppo convinto dalle dinamiche "open" (qui comunque ci potrei mettere almeno un altro paio di Mario Kart effettivamente)
Dovessi tornare ai tempi delle sale giochi potrei tirar qui pure Time Crisis o Street Fighter II con cabinati scassatissimi, ma in realtà le sale giochi belle stavano fuori dal mio paesello quindi non ho fatto in tempo a vivermele come si deve e oggigiorno sono giochi in cui non mi viene voglia di rispolverare più di tanto

@xabacadabra Tetris e, aggiungo, Arkanoid, mi fanno stare bene già solo coi colori sgargianti di tetramini e mattonelle, ma in sala percepivo quel pizzico di tensione, come al solito, del possibile game over e della sensazione che 200 lire di gettone sono andate perse per sempre: me la cavavo a Tetris, ma a Arkanoid ero una discreta schiappa.
Euro Truck Simulator mi piacerebbe, come mi piacerebbe avere volante e pedaliera, non l'ho mai provato ma penso ne ricaverei solo buone sensazioni.
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mmm, questa è difficile, perché intanto bisognerebbe capire cosa si intende divertimento e se è possibile averne una definizione univoca e universale

Poi perché se è qualcosa di elementare e primigenio, devo tagliare un sacco di giochi che hanno molti altri strati sovrapposti oltre a quello. Tipo, dovrei eliminare generi che adoro come i Metroidvania con tutta la parte di scoperta e esplorazione, o le avventure grafiche che si basano prevalentemente su enigmi e storia...
mmm
Direi anch'io Tetris, a cui aggiungerei Puzzle Bobble, che quel cabinato era una costante del quarto d'ora di ricreazione al liceo

Poi un Super Mario ci sta tutto; tra tutti direi SM World per SNES, che era quello con le meccaniche che mi divertivano di più.
E anche un classico FPS come Wolfenstein 3D, che ho sempre preferito a Doom perché bellissimo Doom, ma sparare ai nazisti ha molto più fascino che spare ai demoni

@Robercrantz ha detto in I vostri videogiochi fatti di puro divertimento:
Direi anch'io Tetris, a cui aggiungerei Puzzle Bobble, che quel cabinato era una costante del quarto d'ora di ricreazione al liceo

Il tema di Puzze Bobble penso sia tra le cose più gioiose mai espresse in musica.
E anche un classico FPS come Wolfenstein 3D, che ho sempre preferito a Doom perché bellissimo Doom, ma sparare ai nazisti ha molto più fascino che spare ai demoni

Altri giochi che adoro, ma il super shotgun di Doom 2 è, per me, l'arma totale della storia dei videogiochi e quindi sono di parte.
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@Robercrantz ha detto in I vostri videogiochi fatti di puro divertimento:
mmm, questa è difficile, perché intanto bisognerebbe capire cosa si intende divertimento e se è possibile averne una definizione univoca e universale

Verissimo, infatti sto semplificando molto: ci sarebbe da parlarne a lungo, ma la mia idea era giusto citare i giochi che ci fanno star bene come lo zucchero filato alla festa del patrono e le bolle di sapone.
@kipple ha detto in I vostri videogiochi fatti di puro divertimento:
ma la mia idea era giusto citare i giochi che ci fanno star bene come lo zucchero filato alla festa del patrono e le bolle di sapone.
quindi il primo che risponde Resident Evil gli mandiamo la SWAT a casa?

Scherzi a parte, Tetris è uno (e esattamente l'hack che ha linkato @xabacadabra), Picross è un altro (in qualsiasi variante, adesso sto giocando a Mario's Picross su GB per dire).
E i roguelike, quelli oldschool, direi Nethack principalmente, ma di quel filone lì.
L'esperienza è catartica e sempre nuova, non rincorri nessun tipo di sblocco o punti o altro, giochi finché non schiatti, appena schiatti riprendi, l'unica cosa che conta è la tua esperienza passata come giocatore.
Quando potevo permettermelo era proprio il classico gioco da tazzone di tisana calda, copertina sulle ginocchia, musica esterna in sottofondo e pomeriggi invernali. -
@Robercrantz ha detto in I vostri videogiochi fatti di puro divertimento:
Direi anch'io Tetris, a cui aggiungerei Puzzle Bobble, che quel cabinato era una costante del quarto d'ora di ricreazione al liceo

Il tema di Puzze Bobble penso sia tra le cose più gioiose mai espresse in musica.
E anche un classico FPS come Wolfenstein 3D, che ho sempre preferito a Doom perché bellissimo Doom, ma sparare ai nazisti ha molto più fascino che spare ai demoni

Altri giochi che adoro, ma il super shotgun di Doom 2 è, per me, l'arma totale della storia dei videogiochi e quindi sono di parte.
@kipple ha detto in I vostri videogiochi fatti di puro divertimento:
Verissimo, infatti sto semplificando molto: ci sarebbe da parlarne a lungo, ma la mia idea era giusto citare i giochi che ci fanno star bene come lo zucchero filato alla festa del patrono e le bolle di sapone.
Ci sta... io l'ho interpretato nella versione più basilare possibile, quella in cui è il puro piacere di eseguire delle azioni e vedere le loro reazioni su schermo, senza aggiungere altre godurie derivate da strati successivi...
E in effetti ho praticamente citato giochi di oltre 30 anni fa; non so se questo sia un sintomo dell'evoluzione dell'industria videoludica in termini di complessità o semplicemente della vecchiezza incombente ^^@kipple ha detto in I vostri videogiochi fatti di puro divertimento:
Il tema di Puzze Bobble penso sia tra le cose più gioiose mai espresse in musica.
Essì, anche quello contribuiva al fascino ^^
Per fortuna PB lo trovavo quasi sempre libero, visto la maggior parte delle persone si scannava per contendersi il cabinato di Mortal Kombat o il biliardino, e visto che non ero abbastanza pro da superare i 15 minuti della ricreazione ho avuto una routine perfetta praticamente per tutta la durata del liceo ^^E anche un classico FPS come Wolfenstein 3D, che ho sempre preferito a Doom perché bellissimo Doom, ma sparare ai nazisti ha molto più fascino che spare ai demoni

Altri giochi che adoro, ma il super shotgun di Doom 2 è, per me, l'arma totale della storia dei videogiochi e quindi sono di parte.
Il 2 credo di non averlo proprio giocato; dopo il primo Doom mi ero preso un po' una pausa dagli FPS che è durata per anni

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Ridge Racer - Namco, 1993, arcade
Ancora un gioco da 500 lire, ancora Namco, ancora un cabinato di quelli che non si potevano avere a casa: sedile da pilota con sterzo, pedaliera e cambio.
Uso sempre l'automatico nei giochi di guida, il manuale me lo terrò quando avrò una postazione di guida, cosa che non accadrà in questa vita, che poi è pure l'unica di cui disponiamo.A Ridge Racer giocavo con la visuale interna, perché ho sempre trovato quella esterna un cheat: è da molto che non gioco a qualcosa di simile, credo dai tempi di Burnout Paradise, oggi probabilmente sarei più malleabile (vista la vecchiaia).
A Ridge Racer ero fortissimo o, probabilmente, il gioco era fatto così bene da farmelo credere alla perfezione; comunque, nella classifica dei tempi c'era solo il mio nick.
Ridge Racer di simulativo non ha nulla (evviva!), il modello di guida è del tutto fantasioso, dopo aver capito che il colpo di freno innesca il sovrasterzo, più o meno a qualsiasi velocità e angolo di rotazione del volante, è tutto in discesa.
Si tratta solo di imparare il percorso e scoprire come affrontare il boss finale del percorso, ovvero una serie ravvicinata di curve strettissime da affrontare sempre col muso a un millimetro dall'impatto, a velocità improbabili, passando da una direzione all'altra, rigorosamente in sovrasterzo, come se le leggi della fisica non esistessero.Meglio: come se esistesse solo la legge del divertimento.
Funzionava. -
@kipple interpretando “divertimento” con “elettrizzante”, con una condizione spensierata che spegne le robe che non lo sono e ti porta via, lo percepisco prima di tutto con la cooperazione, da divano, ma anche online quando ci si trova a proprio agio. In versione brevissima l'idea che mi sono fatto è riassumibile con “passa il pad adesso provo io!” quando in single player, la spinta a voler esserci, a contribuire.
L’esempio più recente, il mese scorso con Spelunky 2, messo su per caso un dopo un pranzo tra bella gente, cooperativa un paio di adulti e il piccolo di casa. Di base è un gameplay di cattiveria pura, puoi essere disintegrato ad ogni passo, ma proprio per questo ogni passo avanti è una conquista, un costringersi ad avanzare in cordata, aiutasi, prendersi in giro alla bisogna e ridersi addosso. E poi i gesti di vittoria, improvvisi, plateali. Divertimento anche con riscontro fisico non solo dentro di noi come capita spesso da videogiocatori.
https://store.steampowered.com/app/418530/Spelunky_2/Un altro esempio, facilissimo anche perché l’ultimo è stato GoTY, sono i giochi di Hazelight Studios. Nel mio, anzi nel “nostro” caso It Takes Two, ma anche il precedente sulla fuga di prigione (solo per adulti) e il prossimo Split Fiction da recuperare. Anche qui, comunicazione, collaborazione, sfida indiretta, ma mirata alla coordinazione quindi massimo rendimento, dare il meglio di se e ancora una volta ridere all'occorrenza nel bene dei successi nel male dei fallimenti.
Tra parentesi, diciamo che in generale tendiamo ad associare il divertimento con i colori, vividi, brillanti “più divertente” e viceversa. Però, lo dico senza voler smentire il fatto su Resident in apertura, a me giocare in co-op a RE5 soprattutto RE6 mi ha divertito molto (forse perché non sono residet evil?
)Sono sicuro che sto dimenticando i migliori, se mi verranno in mente e riesco, più avanti aggiorno
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@kipple interpretando “divertimento” con “elettrizzante”, con una condizione spensierata che spegne le robe che non lo sono e ti porta via, lo percepisco prima di tutto con la cooperazione, da divano, ma anche online quando ci si trova a proprio agio. In versione brevissima l'idea che mi sono fatto è riassumibile con “passa il pad adesso provo io!” quando in single player, la spinta a voler esserci, a contribuire.
L’esempio più recente, il mese scorso con Spelunky 2, messo su per caso un dopo un pranzo tra bella gente, cooperativa un paio di adulti e il piccolo di casa. Di base è un gameplay di cattiveria pura, puoi essere disintegrato ad ogni passo, ma proprio per questo ogni passo avanti è una conquista, un costringersi ad avanzare in cordata, aiutasi, prendersi in giro alla bisogna e ridersi addosso. E poi i gesti di vittoria, improvvisi, plateali. Divertimento anche con riscontro fisico non solo dentro di noi come capita spesso da videogiocatori.
https://store.steampowered.com/app/418530/Spelunky_2/Un altro esempio, facilissimo anche perché l’ultimo è stato GoTY, sono i giochi di Hazelight Studios. Nel mio, anzi nel “nostro” caso It Takes Two, ma anche il precedente sulla fuga di prigione (solo per adulti) e il prossimo Split Fiction da recuperare. Anche qui, comunicazione, collaborazione, sfida indiretta, ma mirata alla coordinazione quindi massimo rendimento, dare il meglio di se e ancora una volta ridere all'occorrenza nel bene dei successi nel male dei fallimenti.
Tra parentesi, diciamo che in generale tendiamo ad associare il divertimento con i colori, vividi, brillanti “più divertente” e viceversa. Però, lo dico senza voler smentire il fatto su Resident in apertura, a me giocare in co-op a RE5 soprattutto RE6 mi ha divertito molto (forse perché non sono residet evil?
)Sono sicuro che sto dimenticando i migliori, se mi verranno in mente e riesco, più avanti aggiorno
@Archimed3 ha detto in I vostri videogiochi fatti di puro divertimento:
@kipple interpretando “divertimento” con “elettrizzante”, con una condizione spensierata che spegne le robe che non lo sono e ti porta via, lo percepisco prima di tutto con la cooperazione, da divano, ma anche online quando ci si trova a proprio agio. In versione brevissima l'idea che mi sono fatto è riassumibile con “passa il pad adesso provo io!” quando in single player, la spinta a voler esserci, a contribuire.
Assolutamente, direi, ma anche non assolutamente: ho giocato per 13 anni di fila a World of Warcraft, con account mio o di altri, e per altro tempo ancora con l'account trial: sono ben conscio, quindi del divertimento che può nascere dal gioco online (anche se si va oltre il gioco, quando si resta per tanto tempo nella stessa comunità, ma è un discorso da approfondire altrove).
Ma... ma giocare nella stessa stanza è un'altra cosa.Ricordo i lan party a casa mia, in quattro in rete locale e un amico a distanza, al primo Far Cry, su isole tropicali in mezzo a colori apparentemente impossibili: mai più divertito così tanto a un FPS.
Scontri furibondi a Super Mario Kart e Street Fighter 2 (chiaramente su SNES) e, in questo caso, ci scappava pure qualche scoppola sulle spalle così, tanto per, ormai si era nello spirito dello street fighting.
Accalcati attorno a una Playstation per un qualche International Superstar Soccer (in questo caso, facevo solo da spettatore): un classico, al momento dei rigori, "non guardare!", perché si tentava di sbirciare sul pad avversario. I commenti da Processo del lunedì, ma in diretta, di quelli che aspettavano il loro turno.
Una nottata passata a cercare di finire, in una sola sessione, Metal Gear, con l'amico "faccio tutto a occhi chiusi" che continua a morire al mech gigante, poi un altro gli strappa il pad e lo sconfigge al primo colpo.
I pomeriggi a guardare due amici, fratelli, giocare al primo Resident Evil senza memory card, ricominciando ogni volta.
Chiudo col perché, appunto, per me Resident Evil non può rientrare nella categoria del divertimento puro: ebbene, pure avendo visto la scena chissà quante volte (ringrazio gli amici senza memory card), lo sbucare dei cani è sempre stato un colpo, seppur mitigato dalla compagnia.
Il gioco poi venne convertito anche per PC, decisi di giocarci, sbucano i cani e... ecco, "non voglio giocare mai più a Resident Evil". -
sì, tutto bello e vero. Probabilmente si tratta del fatto che nascono variabili particolari, buone variabili o solo variabili indispensabili per suscitare stupore e quindi divertimento.
In famiglia abbiamo un membro non-videogiocatore stranamente bravissimo a golf, bowling, biliardo arcade, insomma tutte le situazioni in cui c'è da lanciare qualcosa verso qualcos'altro. Riesce a creare traiettorie su cui ridiamo perché sembrano quasi impreviste dal gameplay (lancio oltre la potenza concessa dalla mazza, rimbalzo a caso su uno o più elementi dello scenario, hole-in-one), tipo cugino di Paperino vivente. Elementi che possono trovarsi solo nel multy da divano, dal contesto in cui si gioca come la conoscenza degli sfidanti, espressioni teatrali "live" di ira stupita e divertita ogni volta che perdiamo perché riescono ste robe irreali.Fermo restando che l'online anche tra sconosciuti ha la sua bella quantità di spasso se si fanno gli incontri giusti. Ancora una volta in gioco le variabili, in tutti i sensi
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@Archimed3 ha detto in I vostri videogiochi fatti di puro divertimento:
@kipple interpretando “divertimento” con “elettrizzante”, con una condizione spensierata che spegne le robe che non lo sono e ti porta via, lo percepisco prima di tutto con la cooperazione, da divano, ma anche online quando ci si trova a proprio agio. In versione brevissima l'idea che mi sono fatto è riassumibile con “passa il pad adesso provo io!” quando in single player, la spinta a voler esserci, a contribuire.
Assolutamente, direi, ma anche non assolutamente: ho giocato per 13 anni di fila a World of Warcraft, con account mio o di altri, e per altro tempo ancora con l'account trial: sono ben conscio, quindi del divertimento che può nascere dal gioco online (anche se si va oltre il gioco, quando si resta per tanto tempo nella stessa comunità, ma è un discorso da approfondire altrove).
Ma... ma giocare nella stessa stanza è un'altra cosa.Ricordo i lan party a casa mia, in quattro in rete locale e un amico a distanza, al primo Far Cry, su isole tropicali in mezzo a colori apparentemente impossibili: mai più divertito così tanto a un FPS.
Scontri furibondi a Super Mario Kart e Street Fighter 2 (chiaramente su SNES) e, in questo caso, ci scappava pure qualche scoppola sulle spalle così, tanto per, ormai si era nello spirito dello street fighting.
Accalcati attorno a una Playstation per un qualche International Superstar Soccer (in questo caso, facevo solo da spettatore): un classico, al momento dei rigori, "non guardare!", perché si tentava di sbirciare sul pad avversario. I commenti da Processo del lunedì, ma in diretta, di quelli che aspettavano il loro turno.
Una nottata passata a cercare di finire, in una sola sessione, Metal Gear, con l'amico "faccio tutto a occhi chiusi" che continua a morire al mech gigante, poi un altro gli strappa il pad e lo sconfigge al primo colpo.
I pomeriggi a guardare due amici, fratelli, giocare al primo Resident Evil senza memory card, ricominciando ogni volta.
Chiudo col perché, appunto, per me Resident Evil non può rientrare nella categoria del divertimento puro: ebbene, pure avendo visto la scena chissà quante volte (ringrazio gli amici senza memory card), lo sbucare dei cani è sempre stato un colpo, seppur mitigato dalla compagnia.
Il gioco poi venne convertito anche per PC, decisi di giocarci, sbucano i cani e... ecco, "non voglio giocare mai più a Resident Evil".Assolutamente, direi, ma anche non assolutamente: ho giocato per 13 anni di fila a World of Warcraft, con account mio o di altri, e per altro tempo ancora con l'account trial: sono ben conscio, quindi del divertimento che può nascere dal gioco online (anche se si va oltre il gioco, quando si resta per tanto tempo nella stessa comunità, ma è un discorso da approfondire altrove).
Ma... ma giocare nella stessa stanza è un'altra cosa.Ricordo i lan party a casa mia, in quattro in rete locale e un amico a distanza, al primo Far Cry, su isole tropicali in mezzo a colori apparentemente impossibili: mai più divertito così tanto a un FPS.
Scontri furibondi a Super Mario Kart e Street Fighter 2 (chiaramente su SNES) e, in questo caso, ci scappava pure qualche scoppola sulle spalle così, tanto per, ormai si era nello spirito dello street fighting.
Accalcati attorno a una Playstation per un qualche International Superstar Soccer (in questo caso, facevo solo da spettatore): un classico, al momento dei rigori, "non guardare!", perché si tentava di sbirciare sul pad avversario. I commenti da Processo del lunedì, ma in diretta, di quelli che aspettavano il loro turno.
Una nottata passata a cercare di finire, in una sola sessione, Metal Gear, con l'amico "faccio tutto a occhi chiusi" che continua a morire al mech gigante, poi un altro gli strappa il pad e lo sconfigge al primo colpo.
I pomeriggi a guardare due amici, fratelli, giocare al primo Resident Evil senza memory card, ricominciando ogni volta.
Chiudo col perché, appunto, per me Resident Evil non può rientrare nella categoria del divertimento puro: ebbene, pure avendo visto la scena chissà quante volte (ringrazio gli amici senza memory card), lo sbucare dei cani è sempre stato un colpo, seppur mitigato dalla compagnia.
Il gioco poi venne convertito anche per PC, decisi di giocarci, sbucano i cani e... ecco, "non voglio giocare mai più a Resident Evil".Ho avuto esperienze simili, ho giocato anche io per anni WoW, ho fatto parte anche di raidgroup, per così dire ''importanti'', ed è stato bello, ma i ricordi migliori ce l'ho da quando giocavo all'inizio con gli amici in un internet cafe, tutti insieme a scoprire il tutto e decidere sui ruoli. Oppure quando, con gli stessi amici giocavamo Worms e Champions of Norrath in 4, quando da bambina giocavamo tutti insieme a casa di mio cugino Alex Kidd, poi Sonic, una vita ognuno...
Poi anche con l'ultimo raidgroup eravamo in ottimi rapporti, e ad una certa siamo andati a giocare a casa di una coppia, in Svezia (in realtà abbiamo fatto anche molto altro, ma sì)
Per quanto riguarda i videogiochi di puro divertimento, in solitaria, non saprei, perché i giochi ''cosy'' e ripetitivi, mi annoiano molto in fretta, ma ultimante direi che Hello Kitty Island adventures ha avuto su di me quell'effetto di cui parli.
Mi diverte poi molto rigiocare vecchi amori di vari generi, anche horror (vedi Alien Isolation).
A me in realtà i horror hanno sempre divertito, ma per parlare di divertimento puro anche senza brivido, probabilmente mi fermerei ai RE più tamarri, Dead Space, robe così. -
Ecco, mi è venuto in mente, rientrando su steam (ultimamente ero concentrata sulla switch e miyoo flip, per non parlare della mia ottima memoria che non aiuta) che mi rilassano e divertono molto i giochi come Planet Crafter, No Man's Sky, ma anche Starfield.
Non parlo di qualità, ma se ci sono pianeti da esplorare e cose così potrei passarci le ore senza rendermene conto (e riprendo Planet Crafter oggi stesso, sì sì)((Siccome l'ultimo post l'ho scritto due giorni fa, non sapevo se fare edit, se si sarebbe visto, ecc quindi ho fatto il double post, ditemi voi nel caso che elimino))
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Assolutamente, direi, ma anche non assolutamente: ho giocato per 13 anni di fila a World of Warcraft, con account mio o di altri, e per altro tempo ancora con l'account trial: sono ben conscio, quindi del divertimento che può nascere dal gioco online (anche se si va oltre il gioco, quando si resta per tanto tempo nella stessa comunità, ma è un discorso da approfondire altrove).
Ma... ma giocare nella stessa stanza è un'altra cosa.Ricordo i lan party a casa mia, in quattro in rete locale e un amico a distanza, al primo Far Cry, su isole tropicali in mezzo a colori apparentemente impossibili: mai più divertito così tanto a un FPS.
Scontri furibondi a Super Mario Kart e Street Fighter 2 (chiaramente su SNES) e, in questo caso, ci scappava pure qualche scoppola sulle spalle così, tanto per, ormai si era nello spirito dello street fighting.
Accalcati attorno a una Playstation per un qualche International Superstar Soccer (in questo caso, facevo solo da spettatore): un classico, al momento dei rigori, "non guardare!", perché si tentava di sbirciare sul pad avversario. I commenti da Processo del lunedì, ma in diretta, di quelli che aspettavano il loro turno.
Una nottata passata a cercare di finire, in una sola sessione, Metal Gear, con l'amico "faccio tutto a occhi chiusi" che continua a morire al mech gigante, poi un altro gli strappa il pad e lo sconfigge al primo colpo.
I pomeriggi a guardare due amici, fratelli, giocare al primo Resident Evil senza memory card, ricominciando ogni volta.
Chiudo col perché, appunto, per me Resident Evil non può rientrare nella categoria del divertimento puro: ebbene, pure avendo visto la scena chissà quante volte (ringrazio gli amici senza memory card), lo sbucare dei cani è sempre stato un colpo, seppur mitigato dalla compagnia.
Il gioco poi venne convertito anche per PC, decisi di giocarci, sbucano i cani e... ecco, "non voglio giocare mai più a Resident Evil".Ho avuto esperienze simili, ho giocato anche io per anni WoW, ho fatto parte anche di raidgroup, per così dire ''importanti'', ed è stato bello, ma i ricordi migliori ce l'ho da quando giocavo all'inizio con gli amici in un internet cafe, tutti insieme a scoprire il tutto e decidere sui ruoli. Oppure quando, con gli stessi amici giocavamo Worms e Champions of Norrath in 4, quando da bambina giocavamo tutti insieme a casa di mio cugino Alex Kidd, poi Sonic, una vita ognuno...
Poi anche con l'ultimo raidgroup eravamo in ottimi rapporti, e ad una certa siamo andati a giocare a casa di una coppia, in Svezia (in realtà abbiamo fatto anche molto altro, ma sì)
Per quanto riguarda i videogiochi di puro divertimento, in solitaria, non saprei, perché i giochi ''cosy'' e ripetitivi, mi annoiano molto in fretta, ma ultimante direi che Hello Kitty Island adventures ha avuto su di me quell'effetto di cui parli.
Mi diverte poi molto rigiocare vecchi amori di vari generi, anche horror (vedi Alien Isolation).
A me in realtà i horror hanno sempre divertito, ma per parlare di divertimento puro anche senza brivido, probabilmente mi fermerei ai RE più tamarri, Dead Space, robe così.@lunarvesperia ha detto in I vostri videogiochi fatti di puro divertimento:
Ho avuto esperienze simili, ho giocato anche io per anni WoW, ho fatto parte anche di raidgroup, per così dire ''importanti'', ed è stato bello, ma i ricordi migliori ce l'ho da quando giocavo all'inizio con gli amici in un internet cafe, tutti insieme a scoprire il tutto e decidere sui ruoli.
WoW meriterebbe un discorso a parte, come probabilmente ogni mmorpg giocato per anni. Non ho mai giocatto in gilde top, primi raid veri in TBC e abbiamo fatto giusto i primi boss del Black Temple e del Sunwell Plateau; diverse espansioni più avanti, ci siamo permessi il lusso di qualche mezzo raid finito in mitico (sempre e solo dopo i puntuali nerf).
Raidare era divertente, sì, ma anche agonistico in qualche modo, nonostante si trattasse di gilde rilassate, con gente non proprio giovanissima: il massimo del divertimento, però, è stato l'inizio dell'avventura.
Quando si giocava per il gusto di giocare, scoprire, esplorare, non c'era interesse all'endgame, non sapevamo neanche cosa fosse.
Quando raccoglievo fiorellini, all'alba, perché pensavo che stessero lì per bellezza (non sapevo delle professioni); quando si gruppava in una zona di livello evidentemente troppo alto e in una caverna di gnoll potevamo passarci anche un mezzo pomeriggio, tra miss e corse dal cimitero.
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